Malesia: le dinamiche di un mercato in forte crescita

malaysiaLa Malesia è un Paese di 30 milioni di abitanti, a base musulmana, che rappresenta sicuramente un mercato interessante per le nostre aziende. Sebbene la religione professata da più del 60% della popolazione presupponga uno scarso consumo di vino, ci sono forti ragioni che lasciano pensare il contrario: innanzitutto dobbiamo notare che gran parte della popolazione musulmana, almeno la metà, appartiene ad una fascia di reddito che non potrebbe permettersi di acquistare una bottiglia di vino e, tra quelli che possono permetterselo, alcuni non sono così ligi ai dettami che tale religione impone. Il resto della popolazione è in gran parte di etnia cinese, con un ottimo potere di acquisto, forte è anche la presenza di indiani ed occidentali. Aggiungendo a questi dati anche l’importante indotto assicurato dal turismo, per lo più europei e cinesi, ci renderemo conto che la Malesia può diventare un mercato davvero appetibile.

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La moneta locale è il Ringitt che momentaneamente ha con l’euro un rapporto di 5:1, il costo della vita è ancora molto basso e l’impronta cinese è davvero molto forte. La capitale, Kuala Lumpur, rappresenta il centro nevralgico del Paese e lo specchio della forte crescita degli ultimi decenni.

Gli importatori di vino – non più di una trentina quelli più solidi e con una buon quantitativo di vino importato annualmente – hanno per lo più nel proprio portfolio vini da Australia, Nuova Zelanda, Chile, Argentina e Francia, con l’Italia ancora scarsamente presente. L’Italia del vino è per lo più rappresentata da grandi brand che propongono i loro vini di punta nella fascia premium e soddisfano le richieste nelle fasce di prezzo inferiori con prodotti commerciali, creati ad hoc e di prezzo. I supermercati sono un chiaro esempio di tale tendenza, mentre nelle enoteche e wine shop poco spazio è dedicato al vino italiano e spesso solo con gli stessi brand prestigiosi. In molti casi, nei ristoranti di Kuala Lumpur, il nostro vino è proprio totalmente assente dalle loro carte.

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Le ragioni di tale scarso risultato dei nostri vini sono le stesse che annotiamo anche in molti altri Paesi poco lontani quali Indonesia, Vietnam e Filippine: mancanza di strategia da parte del sistema vino Italia, aiuto dalle istituzioni italiane nel Paese totalmente assente e scarsi risultati nei tentativi di promozione di singole aziende spesso non adeguatamente preparate per affrontare mercati di questo tipo. Cosa invece riescono a mettere sul campo i nostri competitors? Se per alcuni di essi la vicinanza geografica è un aiuto importante (Australia e Nuova Zelanda), gli altri – ed in primis i francesi – riescono a muoversi compatti e uniti, attirando l’attenzione e suscitando curiosità; se a questo aggiungiamo il grande lavoro sul piano del marketing che ha come effetto più importante il riuscire a far lievitare i prezzi, avremo così un quadro preciso di quello che sta accadendo oggi.

 

 

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Post trade fairs: Indonesia e Vietnam

A Jakarta si è svolta dal 9 al 12 Novembre il Sial Interfood 2016, mentre a Ho Chi Minh City è andato di scena dal 16 al 19 Novembre il FoodExpo Vietnam 2016. Le aziende presentate sono state Soc. Agr. Betti e Tenuta Tondaia dalla Toscana, Boeri Alfonso dal Piemonte, Montelvini dal Veneto e Ca’ di Frara dalla Lombardia.

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PT Jakarta Internationa Expo (Indonesia, Jakarta)

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SECC (Vietnam, Ho Chi Minh City)

La strategia promozionale si basa sulla presentazione singola di ogni azienda all’interno del brand Giro di Vite che rappresenta un punto di incontro tra l’importatore asiatico e la varietà delle possibili proposte delle nostre aziende.

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Booth 9 mq – FoodExpo Vietnam

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L’Indonesia rappresenta un mercato in cui il consumo di vino sta crescendo molto e ci sono ottime opportunità. Come in ogni Paese emergente, le difficoltà sono legate a capire quale possa essere un interlocutore attendibile in considerazione del fatto che il business del vino attira molti, professionisti e non. Anche tra coloro che hanno più esperienza, vi sono molti importatori che ancora non lavorano con aziende italiane, per cui – non solo a livello burocratico – diventa fondamentale “star vicino” all’importatore. Lo stesso ragionamento lo si può allargare anche al Vietnam, in quanto presenta difficoltà simili, anche se le diversità non mancano rispetto a ciò che il mercato cerca e richiede. Altro aspetto da sottolineare, è sicuramente l’importanza di seguire l’importatore anche nell’aftersale. Essere in un mercato vuol dire, soprattutto, instaurare un rapporto di lavoro costante nel tempo, dunque curare il post-vendita, aiutando la propria controparte a promuovere il prodotto e calibrare strategie promozionali in cooperazione.

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Indonesia: le dinamiche di un mercato in forte crescita

imagesLa Repubblica di Indonesia rappresenta uno dei Paesi asiatici su cui vale la pena porre attenzione, in quanto è sicuramente tra i più interessanti dell’ASEAN (Association of South-East Asian Nations). Bisogna però esser consapevoli del fatto di avere a che fare con un mercato che ha delle dinamiche bene precise.

Ci troviamo di fronte ad una popolazione di 250 milioni di abitanti, di cui ben 86% musulmani. Ecco la caratteristica determinante di questo Paese. Gran parte della popolazione non consuma bevande alcoliche e la governance indonesiana spesso ha un atteggiamento limitativo, se non ostruzionista, nei confronti della vendita di tali bevande.

Risalgono infatti al 16 Aprile 2015 le misure restrittive circa la vendita di birra, vino e liquori che però attualmente si riferiscono solo a birra e pre-mixed drinks, vietandoli nei convenient retail stores (es. 7Eleven) e limitando invece la loro commercializzazione nei grandi supermercati.

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Nonostante proclami allarmisti, vi è un grande spazio per la circolazione di vino in un Paese che non può voltar le spalle ad un bene che viene sempre più richiesto. Infatti, ogni anno, viene decisa dal Ministero del Commercio, d’accordo con gli importatori e le associazioni dei gestori di attività del canale HoReCa, il quantitativo di vino da importare in base alle previsioni di domanda. Quota che ovviamente sta crescendo di anno in anno.

Tale scelta di regolamentare le importazioni di vino è comunque discutibile in quanto stimola la crescita del mercato nero e la corruzione in un Paese in cui tali dinamiche sono ancora un problema.

Possiamo stimare che il target a cui si rivolge tale mercato conti 25 milioni di persone, composte da indonesiani benestanti (soprattutto di etnia cinese), sempre più attirati dal life style europeo, residenti stranieri e turisti che ogni anno in 8 milioni si recano nel più grande Stato-arcipelago del mondo. Il consumo pro-capite si attesta a 0,2 l annui con un import annuo pari a 370.000 l di cui 1 milione di euro di vino italiano.

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L’80% del vino importato viene venduto attraverso il canale HoReCa e sono in grande crescita i canali on-line di vendita parallelamente alla crescita di club ed associazioni di winelovers. La ristorazione italiana è molto diffusa soprattutto a Jakarta, Surabaya (seconda città indonesiana per grandezza), Bali, Lombok ed altre destinazioni turistiche, inoltre i vini del nostro Paese sono presenti in quasi tutti i ristoranti di medio-alto livello.

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Le quote di mercato sono divise come segue: 51% Singapore, 16% Australia, 12% Francia, 7% Malesia, 5% Italia, 4% Cile ed a seguire gli altri. I dati riguardanti Singapore e Malesia vanno letti tenuto conto che stiamo parlando di beni che vengono importati in questi Paesi per poi essere riesportati in Indonesia.

Nel mese di Luglio 2015 il Ministero delle Finanze ha approvato un nuovo regolamento sulle aliquote di importazione, passando da una base volumetrica a quella ad valorem, con un tariffario fissato al 90% del prezzo di mercato . Ciò comporterà un aumento dei costi da parte degli importatori indonesiani che molto probabilmente andrà a ricadere sui consumatori finali ed ad una divaricazione di prezzo tra i vini importati della fascia premium e quelli di fascia media, così come tra vini locali e vini di importazione. Tale scenario apre alla possibilità di studiare strategie di penetrazione del mercato da parte delle nostre aziende in relazione alle dinamiche che si stanno consolidando in questo Paese.

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Altro dato importante nell’analisi soprattutto di medio termine è sicuramente l’avvio dei negoziati tra UE e Indonesia per quanto riguarda il Free Trade Agreement (FTA). Infatti la Commissaria Europea al Commercio Cecilia Malmström ed il Ministro indonesiano del Commercio Tom Lembong hanno iniziato il 18 Luglio 2016 i colloqui che porteranno alla chiusura del primo ciclo dei trattati a fine 2016. L’accordo porterà ad un forte abbattimento dei dazi, dando così impulso ad un mercato, quello del vino (e non solo), che crescerà enormemente nei prossimi anni.

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La legislazione restrittiva si sta allentando, l’industria turistica si sta sviluppando a ritmo frenetico e la classe media indonesiana sta crescendo con una cultura sempre più cosmopolita; se uniamo questi dati al possibile accordo di libero scambio tra EU e Indonesia, possiamo facilmente capire come sia questo il momento di iniziare a prendere posizione in uno dei mercati più promettenti del Sud-est asiatico.

 

Post trade fairs: Giappone, Singapore e Corea del Sud

Giro di Vite_piccoloGiro di Vite, nel mese di Aprile, ha partecipato a tre importanti eventi fieristici in tre Paesi asiatici diversi:

  • Wine&Gourmet Japan 2016, Giappone, Tokyo
  • ProWine Asia 2016, Singapore
  • Seoul Int’l Wines&Spirits Expo 2016, Corea del Sud, Seoul

Sono state dieci le aziende italiane che si sono presentate insieme, riassunte all’interno del brand Giro di Vite, riuscendo così a proporre una selezione di produttori italiani, espressioni di tipicità diverse: l’ottima barbera di Boeri Alfonso, il delicato Pinot Noir di La Crotta di Vegneron, il fine Asolo Prosecco di Montelvini, lo sbalorditivo Pinot Nero di Ca’ di Frara come anche il SuperTuscan Prunideo di Guido Betti ed il Mataossu di Punta Crena.

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In Giappone la Wine&Gourmet Japan, che si è tenuta a Tokyo presso il Tokyo Big Sight, è stata una fiera con numerosi trade visitors, soprattutto del canale HoReCa che per numero superano la presenza di importatori e distributori in fiera. Le controparti giapponesi nella maggior parte dei casi sono sommelier ed hanno una buona, se non ottima conoscenza del vino. Il loro è un approccio maturo e consapevole a ciò che degustano, con un’attenzione importante al prezzo.

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A Singapore la ProWine Asia, prima edizione e gemella asiatica della famosa ProWein di Düsseldorf – organizzata dalla Messe Düsseldorf – nonostante la mancanza di un padiglione italiano che potesse raggruppare le aziende presenti e nonostante la posizione poco felice riservata agli stand italiani, ha portato ottimi contatti, soprattutto in Paesi come India, Indonesia e Cina.

La Seoul Int’l Wines&Spirits Expo, giunta alla quattordicesima edizione, è una fiera importante per il settore vino in Corea del Sud. Il mercato coreano è assolutamente tra i più interessanti in Asia, con ottimi presupposti perché possa divenire un mercato maturo come quello giapponese. C’è un approccio al vino attento e con la voglia di aumentare le proprie competenze, approccio che lascia prevedere che possa diventare un mercato simile, per cultura del vino, a quello giapponese.13010735_1309006125793337_5502421488141386942_n

Una riflessione che accomuna tutti e tre questi mercati, ma che può sicuramente essere allargata ad altri mercati asiatici, è la necessità di dare molta importanza alla fase di post-vendita, aiutando la propria controparte nella fase di vendita del prodotto. Spesso il problema di molti importatori è la difficoltà a smaltire il proprio magazzino ed avere un sistema distributivo solido: ciò è sicuramente l’approccio migliore per sviluppare il rapporto e creare un legame costante.

Il lavoro di Giro di Vite non è solo quello di trovare una controparte valida per le proprie aziende partner, ma anche quello di sviluppare il rapporto nella fase di post-vendita, così da cercare di creare i presupposti per canali commerciali costanti e proficui.

 

Bando OCM Vino Paesi Terzi 2016

mipaafSi sta avvicinando la nuova annualità del Bando OCM Vino Paesi Terzi, importante strumento che consente alle aziende vitivinicole italiane di ottenere un contributo europeo pari al 50% a fondo perduto per il processo di internazionalizzazione e vendita sui mercati esteri emergenti, nonchè per tutte le attività di comunicazione e promozione che copriranno il periodo ottobre 2016 – ottobre 2017.

La ToscanWine Group intende costituire un’ATI – Associazione Temporanea di Imprese – di aziende italiane finalizzata alla partecipazione al Bando OCM Vino Paesi Terzi 2016 ed alla loro promozione nei mercati dell’area del Sud-est asiatico (Corea del Sud, Singapore, Vietnam, Malesia, Filippine, Taiwan, India, Thailandia, Myanmar, Cambogia, Brunei, Indonesia, Laos e Timor est).

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La promozione che verrà portata avanti dal team di Giro di Vite – export brand della ToscanWine Group con forte esperienza sui mercati asiatici – conterà di partecipazioni ai maggiori eventi fieristici organizzati nell’area target, organizzazione e partecipazione a degustazioni private con importatori asiatici, viaggi di affiancamento ed incoming.

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Tutte le attività burocratiche e di rendicontazione rientreranno nei servizi offerti alle aziende partecipanti al progetto.


Per ogni azienda interessata ad avere informazioni dettagliate sul progetto per quanto riguarda costi e tempistiche, si prega di contattarci attraverso i recapiti che troverete nella sezione contatti sia via mail che telefonicamente.

 

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Seoul Int’l Wines&Spirits Expo 2016

A chiusura degli eventi in programma nel mese di Aprile, il team di Giro di Vite sarà presente per la seconda volta consecutiva alla quattordicesima edizione della Seoul International Wines&Spirits Expo che si terrà a Seoul dal 21 al 23 Aprile.

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Tale manifestazione fieristica rappresenta il più importante evento dedicato al mondo vinicolo in Corea del Sud. La scorsa edizione ha visto la partecipazione di 251 aziende in 302 booth da 17 paesi differenti, di cui 101 produttori, 41 importatori di vino.

I visitatori sono stati 21.272 di cui 6.093 esperti del settore tra importatori, distributori, canale HoReCa ecc…

L’Italia nella tredicesima edizione è stata rappresentata da quindici aziende produttrici di vino provenienti da varie regioni italiane e si è percepita una grande attenzione da parte dei visitatori per il vino italiano. I nostri prodotti vengono percepiti come qualitativamente importanti, ma troppo spesso il gran numero di tipicità presenti nel nostro territorio rappresentano un’arma a doppio taglio: se da una parte attira e attrae gli importatori asiatici, dall’altra li disorienta. La nostra grande varietà giocherà sempre di più un ruolo importante nei mercati emergenti con il progressivo aumento di conoscenza del vino da parte delle nostre controparti asiatiche, ma occorrerà un lavoro di comunicazione che introduca con chiarezza e semplicità le nostre innumerevoli tipicità.

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La ToscanWine Group con il suo export brand Giro di Vite sarà presente per la seconda volta consecutiva in una fiera che è stata, nella sua passata edizione, una piattaforma funzionale per incontrare validi interlocutori coreani, in particolare importatori e wine educator.

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Per saperne di più circa l’evento in oggetto e sui progetti della ToscanWine Group, si prega di contattarci ai recapiti che troverete nella sezione “contatti“.

Wine & Gourmet JAPAN 2016

Dal 13 al 15 aprile 2016 si terrà a Tokyo presso il Tokyo Big Sight, East Hall, la settima edizione di Wine & Gourmet Japan, evento di riferimento per incontri con importatori, distributori e agenti nel settore del food&beverage giapponese.

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Organizzata dalla tedesca Koelnmesse, la passata edizione ha visto l’affluenza di 75.129 trade visitors per un totale di 174 exhibitors da 21 Paesi diversi. Ben 11 sono stati i padiglioni rappresentativi di uno Stato esportatore o di una singola regione, con un aumento del 22% rispetto alla passata annualità. Interessante è rilevare che parallelamente all’evento si terranno interessanti seminari circa il mondo del vino con focus su determinate tipologie o su determinati Paesi produttori. Wine Kingdom, una delle maggiori riviste in Giappone specializzate sul vino, organizzerà una serie di lezioni orientate al wine pairing, per sensibilizzare i consumatori di vino sull’abbinamento del corretto vino al corretto cibo. Altro interessante evento parallelo alla manifestazione è il Label Contest: il pubblico voterà e sceglierà l’etichetta che avrà riscosso un maggior successo, alla quale verrà dato spazio all’interno del Wine Kingdom Magazine e sarà pubblicizzata all’interno del circuito Japan’s Wine Professional.

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Nella passata edizione l’Italia era rappresentata da 26 aziende divise in un gruppo nazionale “Italia” e due gruppi regionali, uno rappresentativo della Sicilia e l’altro, promosso dalla Camera di Commercio di Udine: una scelta discutibile, in quanto se è proprio il “fare sistema” la strategia per migliorare le nostre performance nei mercati d’oriente, tale scelta organizzativa non appare delle migliori.

Dati interessanti sulla passata edizione riguardo trade visitors oggetto della nostra promozione:

  • 36% hotel, ristoranti, catering e bar
  • 27% importatori, distributori e traders
  • 19% retailers
  • 3% online shops e mail order

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La ToscanWine Group, all’interno del percorso di eventi nel mese di Aprile che vedrà il team di Giro di Vite oltre che in Giappone anche a Singapore ed in Corea del Sud, apre alla possibilità di inserimento di nuove aziende in occasione di tali azioni promozionali.

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Per saperne di più sull’evento in oggetto e sui progetti della ToscanWine Group, si prega di contattarci ai recapiti che troverete nella sezione “contatti“.