L’importanza dell’export nei paesi extra-UE

imagesEsportare verso paesi extra-UE acquisisce oggi, per una azienda vitivinicola italiana, un’importanza strategica. E’ in paesi come Cina, Korea del Sud, Vietnam, Thailandia (per focalizzarci solo sui principali paesi del continente asiatico) che si combatte per quella che diventerà la nuova frontiera del vino. Numeri importanti, mercati ancora in fase di crescita ed evoluzione, un’educazione enologica ancora scarsa, voglia delle nuove generazioni di avvicinarsi al “life style” europeo e crescente apprezzamento per i prodotti enogastronomici italiani, sono i tratti che contraddistinguono questi mercati. Nel 2013 il valore dell’export nei paesi extra-UE si attesta sui 180,6 miliardi con una crescita del 46% rispetto al 2009 e con un aumento del 1,3% rispetto al 2012. Inoltre il 2013 è stato l’anno record per l’export agroalimentare italiano con 33 miliardi, di cui 5 miliardi dal vino. Un valido esempio di come possa influire positivamente sul fatturato di una azienda un’azione verso questi nuovi mercati è rappresentato dalla famiglia Bisol (Viticoltori in Valdobbiadene): non solo USA, Sud America, Cina, Russia, India, ma anche Puerto Rico, Caraibi, Oceania, Bermuda, Cambogia, Vietnam ed ex-Birmania con un giro d’affari che sfiora i 18 milioni, in crescita del 20%.

(Fonte dati: IlSole24ore, impresa e territorio del 24 gennaio 2014)

China's reports 7.2-per-cent export growth in August

Link esterni:

– Export di vino nel 2013 si attesta sui 5 miliardi

– I paesi emergenti, tra problemi e crescita, rimangono una priorità