Hong Kong International Wine & Spirits Fair, 6-8 novembre 2014

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Dal 6 all’8 novembre si terrà la settima edizione dell’Hong Kong International Wine & Spirits Fair 2014, evento organizzato dalla HKTDC presso l’Hong Kong Convention & Exhibition Centre – Wan Chai. Una delle principali fiere dedicate al vino e alle bevande alcoliche dell’Asia, tale evento accoglie produttori da tutto il mondo ed i visitatori, specialmente nei primi due giorni della fiera, sono esclusivamente professionisti del settore enoico, supermercati, negozi di alcolici, C-Store, catene al dettaglio, ristoranti, bar/pub, alberghi e media (infatti solo l’ultima giornata è aperta al pubblico). L’edizione del 2013 ha visto presenti 1.005 exhibitors provenienti da 40 paesi diversi, 20.452 buyers per uno spazio espositivo di 22.086 sqm. La fiera di Hong Kong rappresenta per le aziende italiane un’opportunità importante per affacciarsi ad un mercato dove i nostri prodotti non hanno ancora la considerazione che meritano, con una quota di mercato pari al 3% e dove ci collochiamo al quarto posto dopo Francia, Australia e USA; il mercato di Hong Kong è fortemente sbilanciato sui vini rossi che rappresentano infatti il 95% delle esportazioni lorde e che, visto il dominio dei vini francesi, sono principalmente costituite per il 50% dei rossi da Cabernet Sauvignon insieme a Merlot e Sirah. Hong Kong è anche un hub strategico ed una porta d’entrata verso gli altri mercati asiatici e soprattutto verso la Cina (20% del vino che arriva ad Hong Kong viene infatti riesportato in Cina), grazie ad infrastrutture, organizzazione logistica e distributiva tra le più moderne al mondo che permettono alla aziende produttrici di far circolare il proprio prodotto in Asia con estrema facilità e con tempistiche ridotte. Per comprendere a pieno l’importanza che sta acquisendo la Regione Amministrativa speciale cinese di Hong Kong nel panorama enologico internazionale, secondo le maggiori case d’asta mondiali, diventerà a breve la più grande piazza mondiale, dopo New York, per la vendita all’asta di vini pregiati. Di rilevante importanza è stata anche l’abolizione, nel 2008, dei dazi sul vino che ha visto triplicare le importazioni ed ha mantenuto solo l’imposta del 10% sulle bevande che a temperatura ambiente hanno una percentuale di alcool che supera il 30%Vol. Inoltre il 14 gennaio 2013 è stata firmata la Convenzione contro le doppie imposizioni (CDTA) tra l’Italia ed Hong Kong al duplice scopo di evitare doppie imposizioni e prevenire l’evasione fiscale sui redditi prodotti nella Regione Amministrativa speciale cinese, ratificato il 16 maggio 2014.

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La ToscanWine Group promuove la partecipazione a tale evento fieristico da parte delle aziende italiane attraverso i propri servizi che vanno dall’organizzazione e gestione tecnico-logistica pre e post fiera sino al follow up dei contatti raccolti.

Maggiori informazioni verranno prodotte attraverso i contatti diretti della ToscanWine Group.

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Vino contraffatto in Cina: racconto di un’indagine che ha fatto storia


1284776_etichette-450_thumb_bigRiteniamo che essere preparati per penetrare un mercato target voglia significare anche esser informati e cogliere da ogni informazione un’indicazione che possa avere riscontro pratico e utile. Troppo spesso però, in Italia, reperire informazioni mirate è, quanto meno, difficile e faticoso. Quest’articolo nasce dalla volontà di far conoscere un’esperienza che sarà utile sia per le aziende che stanno iniziando ad approcciarsi al mercato cinese, sia a coloro che già operano nel Paese del Dragone. Riteniamo la Cina uno dei paesi più promettenti per il mercato del vino, ma si devono anche conoscere le difficoltà che un mercato emergente, in forte crescita ed enorme, come questo, presenta. Il rischio contraffazione in Cina è sicuramente una problematica reale ed un anno fa’ un’indagine dell’avvocato esperto in contraffazioni, Nick Bartman, iniziata nel febbraio 2010 e conclusa ad inizio 2013, ha fatto luce sulle dinamiche che si celano dietro una bottiglia contraffatta. Poco pubblicizzato, questo prezioso lavoro ha permesso di svelare vere e proprie strutture organizzative illecite: cinesi che in Francia sceglievano le aziende più impreparate per approfittarsi di loro, produttori di vino in Cina, nella regione dello Shandong, dediti alla mistificazione collegati a tipografie nello Shenzhen che copiavano etichette straniere ed autorità locali spesso compiacenti. L’indagine parte da una visita casuale da parte dell’ Avv. Bartman alla “International Wine & Spirits Fair” ad Hong Kong e dal sospetto sollevato osservando e pedinando dei cinesi che fotografavano le bottiglie in fiera. Da quel momento ha inizio questa storia fatta da un’indagine stranamente non appoggiata dalle organizzazioni di vino dei vari paesi produttori, ma in parte autofinanziata ed in parte commissionata da un “négociant di Bayonne”, in Francia, vittima della contraffazione cinese. Con la sensazione di aver toccato sola la punta di un’iceberg, fa’ riflettere il fatto che lo stesso Avv. Bartman definisca il risultato raggiunto come “vago” causa situazioni a dir poco “losche” che sono successe al termine della sua indagine. Questo prezioso lavoro rischia di essere un colpo sparato a vuoto se non verrà data continuità all’indagine svolta. Riportiamo dunque, in basso, i link, divisi in cinque parti, sulla storia dell’Avv. Nick Bartman e del mondo della contraffazione in Cina, sperando di contribuire a formare consapevolezza anche sulle problematiche del mercato di vino più grande e sicuramente promettente al mondo.

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Link esterni:

– Parte prima

– Parte seconda

– Parte terza

-Parte quarta

– Parte quinta