Incontro con Stephane Son, sommelier e wine educator sudcoreano

20150426_212903Durante la nostra presenza in Corea del Sud in occasione della Seoul International Wines&Spirits Expo 2015, abbiamo avuto il piacere di conoscere un’importante personalità coreana, il Prof. Stephane Son, sommelier ed esperto wine educator coreano che ha scritto ben tre libri in cui recensisce, per gli amanti del vino in Corea del Sud, vini da tutto il mondo. Ecco in basso la foto di uno dei suoi libri in cui recensisce ben trecento etichette.

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Lo abbiamo conosciuto presso il nostro booth, incuriosito dalle diverse tipicità che presentavamo ed abbiamo poi organizzato presso il ristorante Merlot, wine restaurant tra i più famosi di Seoul, una cena con degustazione delle nostre etichette. In occasione della cena abbiamo aperto il Gamay DOC dell’azienda valdostana La Crotta di Vegneron, il Fiano IGP “Verzì” dell’azienda campana Femìa ed il Chianti Montalbano Riserva dell’azienda toscana Betti.

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Le altre bottiglie sono state offerte al Prof. Son in quanto le andrà a degustare durante una delle sue lezioni con sommelier ed appassionati di vino coreani, con seguente recensione on-line dei vini stessi. La serata è stata molto piacevole ed un’occasione preziosa per capire ancor meglio la realtà di un mercato interessante come quello coreano dalle parole di chi è coreano e soprattutto parla di vino in Corea del Sud.

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Tra i tanti temi affrontati, interessante è stato capire come il Prof. Son ritenga che ci sia un grande futuro nel suo Paese per i vini italiani: i dati concreti parlano di 500 ristoranti a Seoul che cucinano italiano o a cui piace cucinare italiano e, secondo il professore, il 50% dei ristoranti in Corea del Sud sono italiani. Ritiene anche che il nostro vino in Corea sia legato all’idea di un prodotto che nasce dalla tradizione, qualità unita ad una profonda cultura enologica che caratterizza il nostro Paese; diversamente il vino francese si lega più al concetto di lusso, ad un’immagine da VIP ed al concetto di esclusività, mentre i vini australiani, cileni, spagnoli sono percepiti come il compromesso migliore in relazione al rapporto qualità-prezzo.

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Da questo incontro abbiamo avuto ancora una volta conferma di quanto sia fertile questo mercato per le nostre aziende vitivinicole: c’è voglia di capire, conoscere, scoprire ciò che la nostra terra ed i nostri produttori possono offrire e soprattutto voglia di comunicarlo nel proprio paese. Per questo motivo riteniamo strategicamente importante legare con persone che possono comprendere e divulgare quello spaccato d’Italia del vino che il brand Giro di Vite vuole far conoscere ed apprezzare.

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In tale ottica, per la prossima tappa a Seoul, abbiamo già programmato con il Prof. Son una degustazione dei vini che rappresentiamo con sommelier ed esperti del settore al fine di continuare il lavoro di divulgazione e promozione delle nostre eccellenze.

 

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