Focus Cina: il “ritardo” del vino italiano nel paese del Dragone

vinocina01La Cina è sicuramente uno dei paesi asiatici con più potenzialità per quanto riguarda il comparto vino. Già oggi leader mondiale nei consumi, il paese del Dragone offrirà ancora grandi possibilità di crescita per le aziende che sapranno muoversi in tale mercato. Nonostante il nostro Paese sia il primo produttore mondiale di vino, in Cina siamo arrivati tardi: i francesi ci hanno preceduto di almeno 20 anni, con strategie di marketing mirate a insegnare che “vino” vuol dire soprattutto “Francia”, riuscendo ad indottrinare i consumatori cinesi, privi di conoscenze vinicole, ed elevando la regione del “Bordeaux” a una sorta di “La Mecca” del vino mondiale. I francesi, insomma, sono riusciti a “fare sistema”, proporsi come un unico grande “brand”, guadagnando così una fetta di mercato importante. La scelta verso i vini francesi si attesta soprattutto sulla fascia “premium”, alto prezzo ed alta qualità, ma anche in fasce di prezzo più basse l’Italia fatica ad avere la meglio su bottiglie provenienti da Australia, Cile e Spagna.

cinesi-vino-e-tasse-dimportazioneLink esterni:

– Food&beverage italiano in Cina ed i problemi del vino tricolore  nel paese del Dragone

– L’originale storia del “Freschello”, il vino italiano più venduto in Cina

– Cina leader mondiale per il consumo di vino

– Giovani enologi cinesi crescono

– Spicchi di Cina francese

– La Spagna si afferma davanti all’Italia nel mercato cinese

 

L’importanza dell’export nei paesi extra-UE

imagesEsportare verso paesi extra-UE acquisisce oggi, per una azienda vitivinicola italiana, un’importanza strategica. E’ in paesi come Cina, Korea del Sud, Vietnam, Thailandia (per focalizzarci solo sui principali paesi del continente asiatico) che si combatte per quella che diventerà la nuova frontiera del vino. Numeri importanti, mercati ancora in fase di crescita ed evoluzione, un’educazione enologica ancora scarsa, voglia delle nuove generazioni di avvicinarsi al “life style” europeo e crescente apprezzamento per i prodotti enogastronomici italiani, sono i tratti che contraddistinguono questi mercati. Nel 2013 il valore dell’export nei paesi extra-UE si attesta sui 180,6 miliardi con una crescita del 46% rispetto al 2009 e con un aumento del 1,3% rispetto al 2012. Inoltre il 2013 è stato l’anno record per l’export agroalimentare italiano con 33 miliardi, di cui 5 miliardi dal vino. Un valido esempio di come possa influire positivamente sul fatturato di una azienda un’azione verso questi nuovi mercati è rappresentato dalla famiglia Bisol (Viticoltori in Valdobbiadene): non solo USA, Sud America, Cina, Russia, India, ma anche Puerto Rico, Caraibi, Oceania, Bermuda, Cambogia, Vietnam ed ex-Birmania con un giro d’affari che sfiora i 18 milioni, in crescita del 20%.

(Fonte dati: IlSole24ore, impresa e territorio del 24 gennaio 2014)

China's reports 7.2-per-cent export growth in August

Link esterni:

– Export di vino nel 2013 si attesta sui 5 miliardi

– I paesi emergenti, tra problemi e crescita, rimangono una priorità