OCM Vino 2014-2015 Paesi Terzi: Puglia, durata massima dei progetti pari a 3 anni

7980-regione-puglia-stemmaE’ uscito il 30 maggio 2014 la DETERMINAZIONE n°206 della Regione Puglia. Si delineano così le caratteristiche della nuova misura OCM Vino Paesi Terzi 2014-2015. I produttori, a cui la misura si rivolge, devono confezionare almeno il 25% della loro produzione o imbottigliare almeno 100.000 bottiglie ed esportare almeno il 5% della produzione totale: tali dati devono essere attestati dalle dichiarazioni di vendemmia degli ultimi tre anni, dai registri d’imbottigliamento e dalle fatture da cui si può evincere il numero delle bottiglie imbottigliate ed il numero di quelle esportate. I produttori in forma associativa e consorzi possono presentare più progetti per una stessa annualità in paesi diversi con aziende partecipanti diverse. I consorzi che vorranno accedere ai fondi di quota nazionale devono rappresentare il 5% della produzione nazionale attestato sulle dichiarazioni di produzione degli ultimi tre anni, mentre, se vogliano accedere ai fondi di quota regionale, dovranno dimostrare di rappresentare il 3% della produzione regionale che secondo i dati ISTAT in possesso per la campagna 2012/2013 è pari a 5.650.800 hl. Il progetto potrà avere durata massima di tre anni ed essere almeno del valore minimo di 100.000 euro. Uno stesso beneficiario, durante la realizzazione dei progetti, può presentare nuovi progetti purché riguardino Paesi terzi diversi. Le domande dovranno pervenire entro e non oltre le ore 13.00 del 30 giugno 2014.

Link esterni:

– Regione Puglia, DET. n°206 del 30 maggio 2014

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OCM Vino Paesi Terzi 2014-2015: due grandi novità

mipaafE’ finalmente uscito il nuovo bando quadro “OCM Vino Paesi Terzi 2014-2015” modulato dal decreto n°36326 del 9 maggio 2014. Lo strumento che consente alle aziende vitivinicole italiane di vedersi cofinanziare da un minimo del 50% ad un massimo dell’80% a fondo perduto, a seconda delle regioni di appartenenza, un progetto di promozione volto a paesi fuori dall’Unione Europea. In attesa dell’uscita dei bandi regionali, che gestiranno tutte le domande, con punteggi che potranno variare da zona a zona, due sono le differenze determinanti rispetto al bando della passata stagione: non c’è più il limite minimo di investimento di 100.000 euro, ma allo stesso tempo il programma non potrà essere di importo superiore al 20% del fatturato dell’ultimo anno (2013). Logica conseguenza è l’apertura a tale strumento finanziario anche per aziende vitivinicole che non avrebbero potuto presentare un programma di promozione del valore di 100.000 euro, un tempo grosso ostacolo all’interno del bando, limitando invece la consistenza economica del programma al limite massimo del 20% del fatturato dell’anno precedente, spronando dunque le imprese italiane ad aggregarsi in ATI o reti d’impresa al fine di vedersi cofinanziati progetti eccedenti tale limite di fatturato imposto. Inoltre causa esaurimento di risorse sui fondi a quota nazionale, si potranno presentare solo progetti a valere sui fondi quota regionale e multiregionale, secondo le scadenze che saranno indicate nei bandi di prossima pubblicazione da parte delle regioni e delle provincie autonome.

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Link esterni:

– DM n°36326 del 9 maggio 2014 e allegati

– Una possibile conseguenza dell’esaurimento dei fondi a valere sulla quota nazionale

– Ripartizione della dotazione finanziaria, DM n°3226 del 26 maggio 2014

 

 

Riflessioni a conclusione del Vinitaly 2014

Vinitaly_2014Ormai da una diecina di giorni si è conclusa la 49° edizione di Vinitaly.

E’ tempo di bilanci: si riprendono in mano appunti, biglietti da visita, si cerca di riordinare contatti e approfondirli.

La ToscanWine Group ha promosso, in tale occasione, il progetto incentrato sulla partecipazione da parte delle aziende vitivinicole italiane al bando OCM 2014 Paesi Terzi in imminente uscita. Ottimo è stato il riscontro che si è trovato, a conferma che l’export, oggi come oggi, è sempre più una tematica importante e di rilievo, imprescindibile in un’ottica di crescita nel lungo periodo, oltretutto se il 50% dell’investimento in azioni di promozioni in un paese target sono cofinanziate dall’Europa a fondo perduto.

Matteo e Niccolò, i due cofondatori della ToscanWine Group, hanno potuto confrontarsi con i tanti imprenditori agricoli presenti alla fiera veronese, provenienti da ogni parte d’Italia: l’obiettivo che si erano preposti di raggiungere non era solo promuovere un prodotto, ma con sensibilità e attenzione ascoltare quelle che erano le sensazioni, le necessità e le problematiche percepite da coloro che non investono solo denaro, ma l’intera loro vita nell’azienda.

La miriade di piccole e medie aziende che popolano il nostro meraviglioso Paese sono in gran parte imprese familiari, dove spesso una sola figura raccoglie responsabilità logistiche, gestionali e commerciali di più mercati che nelle grandi aziende sono suddivise in più manager; persone che purtroppo troppo poco spesso sono realmente aiutate nel modo giusto da quelle strutture organizzative ormai calcificate e poco elastiche alle esigenze di un mondo che viaggia a velocità sempre più crescente.

Andare incontro alle esigenze di tali realtà vitivinicole, guidarle in investimenti e mercati da affrontare, unirle in modo tale da avere più forza e possibilità di successo: risiede qui la chiave per crescere.

ToscanWine Group ha dunque così trovato riscontro reale a quelli che erano pensieri su cui costruire progetti e soluzioni per la medio-piccola impresa vitivinicola italiana, il nostro vero tesoro enologico.

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Niccolò Ruggiero al lavoro al Vinitaly 2014.

Matteo Mangoni al lavoro al Vinitaly 2014

Matteo Mangoni al lavoro al Vinitaly 2014.

Complimenti all’azienda agricola Luigi Tacchino, Alessio e Romina Tacchino hanno ideato uno stand efficace per semplicità ed eleganza: una foto del nonno Luigi che sembra raccontare una storia fatta di fatica, gioie e passioni ed il marchio aziendale in evidenza sulle due pareti nere laterali, punteggiate a ritmo regolare dalle bottiglie dell’azienda piemontese.

Complimenti allo stand dell'az. agr. piemontese Luigi Tacchino, semplicità ed eleganza.

Lo stand dell’azienda agricola Luigi Tacchino con Alessio e Romina.

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Semplicità ed eleganza che ritroviamo anche nelle etichette dell’azienda Luigi Tacchino.

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Reti d’impresa: un nuovo strumento per le aziende italiane

reti-impresaIn un contesto economico in cui molte aziende straniere, anche dello stesso settore, fanno sistema per entrare insieme  e con più forza in un mercato, l’Italia finora è rimasta sempre indietro. Le cosiddette “reti d’impresa” sono finalizzate a rafforzare la competitività dell’attività imprenditoriale di ciascuna azienda partecipante, attraverso un programma comune con cui s’impegnano a collaborare con uno scambio di informazioni e prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica, andando oltre i vecchi modelli di aggregazione aziendale (contratti di società o di consorzio, ATI, RTI, joint venture, contratto di franchising).

Secondo i dati di InfoCamere – RetImpresa, ad ottobre 2013 le reti d’impresa per l’export ammontavano a 1.167 ed erano solo 550 nel 2012 ed a febbraio 2014 erano già a quota 1.240 di cui una su quattro in Lombardia, assenti o quasi al sud. Il 37% delle reti d’impresa sono costituite da aziende del comparto manufatturiero e il 12% da quelle di carattere scientifico e tecniche, solo il 9% è dedicato al commercio all’ingrosso e al dettaglio e il 5% all’agricoltura.

Insomma qualcosa si sta muovendo, le aziende coinvolte sono 5.900 (in media sei per rete):

25% in Lombardia; 14,6% in Emilia Romagna; 10,4% in Toscana; 2-3% al sud.

Le reti formate da 2/3 imprese sono il 38%, quelle formate da 4/9 imprese il 49%, quelle costituite da +10 imprese sono il 13%.

Il 70% delle reti sono uniregionali, il 30% multiregionali in 102 provincie.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, prendendo a campione trecento imprese, segnala che le aziende aderenti ad un contratto di rete da almeno un anno hanno avuto un incremento dell’export del 21,8%.

Pensiamo che quello delle reti d’impresa sia uno strumento che in un mercato mondiale sempre più competitivo e complesso possa esser utile per quelle piccole realtà che vogliano penetrare efficacemente in nuovi mercati grazie all’apertura a “partnership” commerciali, integrazione dell’offerta di un prodotto, creazione di un marchio nuovo e di una nuova tipologia di comunicazione.

                                       (Fonte dati: IlSole24oreimpresa e territorio del 21 gennaio 2014)

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Link esterni:

La storia della “Rete Cesari Ferrari Group”

Il boom delle reti d’impresa 

92 milioni di euro di incentivi per le reti d’impresa

Accordo ICE e RetImpresa per sostenere l’internazionalizzazione delle reti d’impresa

ToscanWine Group, export di vino e tradizioni

Logo_x_articoloToscanWine Group è figlia del nostro tempo. Nasce dalla fiera consapevolezza di valori e bellezze che ci rappresentano nel mondo racchiuse nelle nostre aziende vinicole; nasce dalla voglia di far conoscere, far comprendere ed esportare una tipicità unica e rara come i prodotti delle nostre Uve in ogni angolo del pianeta. Offre alle aziende italiane la possibilità di conquistare mercati nuovi ed in crescita attraverso un lavoro attento, appassionato e consapevole. Con sede in Toscana, una tra le regioni italiane più rappresentative di eccellenze vinicole e cuore enologico pulsante del nostro Paese, lo spirito pioneristico della ToscanWine Group e dei suoi due fondatori, Matteo Mangoni e Niccolò Ruggiero, mira a raggiungere mercati che sono e saranno i nuovi grandi orizzonti del Vino.