Giro di Vite alla Vietfood&Beverage 2015

20150908_155733Si è conclusa da poco la diciannovesima edizione della Vietfood&Beverage 2015 che si è tenuta ad Ho Chi Minh City in Vietnam dal 9 al 12 settembre. La ToscanWine Group è stata presente con il suo brand Giro di Vite in rappresentanza di quattro aziende italiane:

  • Fattoria Betti (Toscana)

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  • Rinaldi Vini (Piemonte)

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  • La Crotta di Vegneron (Val d’Aosta)

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  • Ca’ di Frara (Lombardia)

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L’evento fieristico ha portato molti contatti ed aperto a possibilità di partnership commerciali con importatori e distributori vietnamiti alla ricerca di vini italiani. Ricca è stata la presenza anche di ristoratori e persone del canale horeca intenzionati a cercare prodotti italiani da inserire nel proprio portfolio.

(In basso le varie fasi di allestimento del booth)

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Il bilancio fieristico è risultato assolutamente positivo con ottimi contatti agganciati in fiera e poi sviluppati al di fuori della manifestazione con appuntamenti che ci hanno permesso di promuovere le nostre aziende ed il nostro brand in maniera importante, ponendo basi solide per trattative che a breve ci porteranno all’entrata in una dei mercati più interessanti e giovani del panorama asiatico.

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Niccolò Ruggiero, Co-Founder ed Export Manager della ToscanWine Group

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Matteo Mangoni, Co-Founder ed Export Manager della ToscanWine Group con la traduttrice vietnamita di Giro di Vite Miss Mai Linh

In Vietnam la presenza di vino italiano è limitata solo ai grandi nomi (come spesso accade in mercati giovani), mentre hanno buon mercato soprattutto i vini cileni ed argentini. In questi Paesi non si può prescindere da una forte attenzione al prezzo ed al packaging, aspetti importanti per creare appeal nei confronti degli importatori.

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Sono tanti dunque i punti percentuali che il vino italiano può conquistare in un mercato che sta crescendo e dove la richiesta di vino sta aumentando di anno in anno, ma per farlo occorre promuoversi, andare sul territorio, fare “corpo a corpo” con i competitors, creare contatti e svilupparli in modo intelligente e puntuale. Peccato che questi presupposti vengano poi traditi, per gran parte, vedendo che nell’unica fiera di rilievo del Paese l’Italia del vino contava solo due booth: Giro di Vite e Cantine Salvano (Piemonte).

Ca di Frara

Ca’ di Frara

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Rinaldi Vini

Betti

Fattoria Betti

La Crotta di Vegneron

La Crotta di Vegneron

La voglia di conoscere il vino italiano è presente, c’è tanto da fare per guadagnar terreno sui nostri competitors ed a volte l’unico limite risiede nel non voler raggiungere mercati che diventeranno, in pochi anni, punti di riferimento per il commercio mondiale del vino.

Giro di Vite continuerà il suo percorso a novembre in occasione della Hong Kong International Wine&Spirits Fair 2015.

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Vietfood&Beverage 2015: una porta d’accesso per il mercato vietnamita

Logo-VietfoodBeverage-20141La 19° edizione del Vietfood&Beverage 2015 si svolgerà ad Ho Chi Minh City dal 9 al 12 settembre presso il Tan Binh International Exhibition & Convention Center (TBECC). E’ organizzata dalla Vietnam National Trade Fair and Advertising CompanyVinexad – in cooperazione con il Food & Foodstuff Association di Ho Chi Minh City, la Vietnam Beer, Beverage & Alcohol Association (VBA) e la Vietnam Association of Seafood Exporters and Producers.

La fiera è un interessante vetrina per un mercato in forte espansione e nell’ultima edizione ha visto la partecipazione di 305 aziende del mondo food&beverage con 378 booths occupati; i visitatori sono stati 13.633, con 9.615 trade visitors e 4.018 public visitors. L’Italia nella passata edizione era rappresentata solamente da 5 aziende in 10 booths e gli altri Paesi europei presenti erano Francia, Spagna, Germania, Repubblica Ceca e Polonia.

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La ToscanWine Group sarà presente a tale evento fieristico con il suo brand per l’Asia Giro di Vite ed estende alle aziende vitivinicole italiane interessate l’invito a contattarci per avere maggiori informazioni circa la Vietfood&Beverage 2015.

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Link esterni:

– Vietfood&Beverage 2015

Vietnam: 56% della popolazione sotto i trent’anni

vietnamIl Vietnam è sicuramente uno tra i paesi più interessanti dell’Asean – l’area che comprende ben 10 Paesi del sud-est asiatico – per quanto riguarda il settore vino. Con una popolazione di 89.7 milioni di persone, di cui 50 milioni sotto i trent’anni, arriverà, secondo previsioni, a quota 99.8 milioni di abitanti nel 2025. Non si può non guardare a questo Paese con occhi attenti e pronti a valutare opportunità di avvicinamento, tenendo sempre lucidamente in considerazione e soppesando sia i vantaggi a cui si può e si deve andare incontro, ma anche le difficoltà insite in un mercato giovanissimo. Difficile relazionarsi con strutture che favoriscano sia la fase di promozione dei propri prodotti, sia la giusta entrata nel mercato, ma ciò non toglie che studiare un piano di approccio sensato possa essere una scelta strategica importante che farà guadagnare terreno nei confronti dei competitors nazionali ed internazionali.

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Tornando al dato importante circa la popolazione vietnamita, 32 milioni di abitanti hanno un’età compresa tra gli 0-20 anni, 18 milioni tra i 20-29 anni ed un’età media pari a 28 anni: sicuramente uno degli stati asiatici più giovani. Sono 4.5 milioni i turisti che ogni anno visitano il Vietnam e le città più importanti sono Hanoi, Ho Chi Minh City, Hai Phong, Danang e Catho. Con una popolazione così giovane ed un PIL in costante aumento (siamo passati dai 104,5 miliardi di dollari nel 2011 ai 155,6 miliardi di dollari nel 2015), il Vietnam si presenta come un mercato caratterizzato da una richiesta e consumo di vino che tenderà a crescere di anno in anno.

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La Francia, nel 2007, ha esportato in Vietnam il 46.8% del totale del vino importato nel Paese asiatico, ma ad oggi la percentuale è calata del 15%; al secondo posto l’Australia con una fetta di mercato pari al 14%, ed ancora USA col 6%, Cile col 5% (favorito dal FTA col Paese sudamericano, in virtù del quale la tassazione è passata dal 56% al 20%) poi troviamo l’Italia col suo piccolo 4% e chiude la Spagna padrona di solo il 2% del vino importato.

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Il 65% del vino consumato è rosso ed il vitigno che va per la maggiore è il cabernet, mentre tra i bianchi, che rappresentano il 25% dei vini acquistati, è lo chardonnay il più bevuto ed infine gli sparkling wines si ritagliano una fetta di mercato pari al 10%.

Il prezzo medio di vendita oscilla tra i 6,50 $ – 13,10 $ e generalmente chi consuma vino in Vietnam è un maschio che ricerca vini rossi, tannici e strutturati con un alta gradazione alcolica; ultimamente si è vista però una crescita continua di consumo di vino da parte delle donne, sempre più emancipate, con un ottimo livello di educazione ed un buon lavoro, sono sicuramente più intraprendenti degli uomini nello sperimentare e ricercare prodotti diversi dai trend attuali.

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La tassazione in vigore in Vietnam prevede un 50% di CIF (customs duties on cost, insurance and freight), 25% di excise duties (accise) ed un 10% di VAT (value-added tax); per quanto riguarda i canali di vendita del vino in Vietnam sono per il 70% on-trade sales (HoReCa, bar, ristoranti) e per il 30% off-trade sales (retailers).

Per maggiori informazioni, aggiornamenti e novità circa il Vietnam ed i programmi promozionali della ToscanWine Group col suo brand Giro di Vite, potete contattarci ai recapiti che troverete nella sezione “contatti”.

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L’importanza dell’export nei paesi extra-UE

imagesEsportare verso paesi extra-UE acquisisce oggi, per una azienda vitivinicola italiana, un’importanza strategica. E’ in paesi come Cina, Korea del Sud, Vietnam, Thailandia (per focalizzarci solo sui principali paesi del continente asiatico) che si combatte per quella che diventerà la nuova frontiera del vino. Numeri importanti, mercati ancora in fase di crescita ed evoluzione, un’educazione enologica ancora scarsa, voglia delle nuove generazioni di avvicinarsi al “life style” europeo e crescente apprezzamento per i prodotti enogastronomici italiani, sono i tratti che contraddistinguono questi mercati. Nel 2013 il valore dell’export nei paesi extra-UE si attesta sui 180,6 miliardi con una crescita del 46% rispetto al 2009 e con un aumento del 1,3% rispetto al 2012. Inoltre il 2013 è stato l’anno record per l’export agroalimentare italiano con 33 miliardi, di cui 5 miliardi dal vino. Un valido esempio di come possa influire positivamente sul fatturato di una azienda un’azione verso questi nuovi mercati è rappresentato dalla famiglia Bisol (Viticoltori in Valdobbiadene): non solo USA, Sud America, Cina, Russia, India, ma anche Puerto Rico, Caraibi, Oceania, Bermuda, Cambogia, Vietnam ed ex-Birmania con un giro d’affari che sfiora i 18 milioni, in crescita del 20%.

(Fonte dati: IlSole24ore, impresa e territorio del 24 gennaio 2014)

China's reports 7.2-per-cent export growth in August

Link esterni:

– Export di vino nel 2013 si attesta sui 5 miliardi

– I paesi emergenti, tra problemi e crescita, rimangono una priorità